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La storia di mondello

Ambita meta turistica situata tra Monte Gallo e Monte Pellegrino, a due passi dal centro urbano del capoluogo siciliano, il golfo di Mondello nasconde dietro di sé una lunga storia, a cominciare dagli straordinari graffiti preistorici delle grotte dell’Addaura.
Durante i secoli di dominazione araba, era conosciuto con il nome di “Marsa at Tin” che tradotto letteralmente significa “porto di fango” per le caratteristiche acquitrinose del luogo.
Nell’estremo lembo settentrionale del golfo venne creato un piccolo villaggio di pescatori, di cui ci rimangono ancora alcune testimonianze storiche: nella piazza centrale è ancora presente il porto di Mondello e le due antiche torri (situate rispettivamente nella piazza del paese e in una zona ubicata più a nord, dove oggi sorge il centro denominato appunto “La Torre”) che nel Quattrocento divennero delle torri di guardia del “Fico d’India”, assumendo un ruolo centrale per il sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia.
Per secoli il golfo di Mondello rimase una zona paludosa, fino al 1891, anno in cui ebbe inizio l’opera di bonifica del cosiddetto “pantano”, grazie all’intervento del principe Francesco Lanza di Scalea, senatore del Regno.
In seguito al lavoro di drenaggio delle acque paludose ebbe inizio un progetto di sfruttamento di tali terreni, allo scopo di trasformarli in un nuovo sbocco per la città di Palermo.
I primi del ‘900 segnarono dunque la trasformazione territoriale ed urbanistica di Mondello, che da palude infestata dalla malaria, diventò una località d’èlite per la balneazione della città, con la nascita di circoli esclusivi e nobiliari e la costruzione di ville di rilevante pregio artistico.
Dopo numerose proposte di progetti di bonifica, nel 1906 l’amministrazione comunale di Palermo avviò la rinascita della borgata marinara di Mondello, sviluppando così l’ambizioso progetto del principe Francesco Lanza di Scalea.
Nel 1909 a Bruxelles fu firmato ufficialmente l’accordo con gli imprenditori della società “Les Tramvays de Palerme”, attraverso cui venne preso l’impegno di realizzare importanti opere urbanistiche fra le quali un Grand Hotel, uno stabilimento balneare, una chiesa e una rete di collegamento tranviario con la città, che consentì lo sviluppo e la crescita della borgata.
Nel 1910 fu realizzato l’Antico Stabilimento, prestigiosa struttura in stile Art Nouveau, situata su una vasta piattaforma su piloni immersi nell’acqua, progettata dall’ingegnere Rodolfo Stualker e costruita dalla Società Italo Belga, che affidò i lavori all’impresa di Giovanni Rutelli, figlio del noto scultore Mario Rutelli.
Il progetto in origine venne pensato per la città belga di Ostenda, ma venne realizzato nel litorale siciliano scelto come cornice.
La struttura venne decorata con fregi, sculture e colori vivaci e ospitava grandi saloni adatti ad accogliere importanti avvenimenti mondani di livello nazionale e internazionale.
La Società, che nel 1929 aveva ceduto il ramo tramviario ed elettrico, mantenendo soltanto la concessione per la trasformazione balneare del lido (ville e altre costruzioni nascevano su terreni acquistati dalla Società, quindi privati), viene esonerata dalla costruzione del kursaal ma le si confermò l’obbligo per l’albergo e la chiesa.
Nel 1933, Les Tramways de Palerme cambiò denominazione in “Mondello Immobiliare Italo Belga S.A.”, in seguito alla cessione dei trasporti al Comune di Palermo.
L’Antico Stabilimento, intanto, è diventato uno dei ritrovi più eleganti e alla moda e ospita serate danzanti rinomate in tutta Europa, fino al 28 gennaio 1943, giorno in cui viene requisito dalle forze militari tedesche.
Il campo da golf si trasforma in parcheggio per i blindati, e dietro le vetrate volute da Stualker non si fa più musica.
Anche l’arrivo degli anglo-americani non cambia le cose: al posto dei carri armati ci saranno per parecchio tempo le tende dei militari a stelle e strisce.
Cambiano le cose anche alla Mondello Italo Belga: nel 1941 entrarono in scena l’avvocato Giovanni Castellucci e il commendatore Rocco Carcione.
Venne realizzato lo spazio a verde pubblico a piazza Caboto e vennero costruiti la chiesa e il Mondello Palace Hotel, inaugurato nel 1953.
Con il passare degli anni, Giovanni Castellucci lascia il posto al figlio Giuseppe, al quale, a sua volta, subentrano i figli.
Di recente la scelta di separare per la prima volta l’amministrazione dalla proprietà, affidando la gestione a professionisti esterni nell’ottica di rilancio aziendale e di valorizzazione degli asset societari.
Mondello Italo Belga rinnova il suo intento di non volersi occupare solo dei lidi ma dello sviluppo dell’intera cittadina balneare.
Un progetto, nato come raro esempio di collaborazione tra una società privata e soggetti pubblici, che può proseguire soltanto con gli sforzi di tutti.
Dopo più di 100 anni, oggi, è ancora la Società Italo Belga a prendersi cura di Mondello: con spirito costruttivo e dedizione si impegna a renderla sempre più bella e a migliorare i propri servizi, con l’obiettivo di restituire a questa località l’unicità e lo splendore originario.

mondello foto storica